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Frasi in napoletano

Le frasi in napoletano sono una raccolta con tutti i detti e i proverbi più usati in questo pittoresco dialetto, da sempre molto amato per la sua vena poetica e l'accento partenopeo. Dai detti popolari alle frasi più in voga attualmente, sono davvero moltissime le frasi in dialetto napoletano che esprimono al meglio la saggezza popolare e rappresentano utili consigli di vita. In questo articolo abbiamo quindi voluto raccogliere alcune tra le frasi celebri in napoletano per offrirvi uno spaccato interessante sulla gente del posto, la colorata vivacità di questo dialetto e tutte le sue perle di saggezza. Con queste frasi in napoletano potrete conoscere meglio alcune espressioni tipiche del posto e sperimentarne la lettura utilizzando l'accento tipico del dialetto.

Con un po' di allenamento avrete nel vostro repertorio dei proverbi napoletani da poter tirare fuori all'occorrenza e risultando sempre divertenti e brillanti. Ideali anche per creare dei post a tema sui social, queste frasi in napoletano saranno un intercalare molto divertente anche per un incontro tra amici, quando l'argomento lo permette. Siamo certi che riuscirete a strappare un sorriso a tutti e forse anche qualche riflessione. Dunque vi invitiamo a proseguire la lettura e a trovare tutte le frasi in napoletano che vi piacciono di più.

Frasi in napoletano con traduzione

Se non conoscete il dialetto, non temete, abbiamo allegato ad ogni frase in napoletano anche una breve spiegazione per aiutarvi a coglierne il significato simbolico. Dunque immergetevi in questa lettura per condividere con chi volete questi proverbi!

1. Ogni scarrafone  è bello ‘a mamma soja.
Per ogni madre il proprio figlio è il più bello.

2. Aniello ‘ca nun se pava nun se stima.
Un anello che non si paga, non ha valore.

3. L’amico è comme’ ‘o ‘mbrello: quannno chiove nun o truove maje
Una riflesisone su quanto i veri amici siano rari, mentre tutti gli altri siano paragonabili ad ombrelli sempre introvabili quando piove.

4. ‘A meglio parola è chela ca nun se dice.
Talvolta tacere è la migliore risposta da dare.

5. ‘A lira fa ‘o ricco, a crianza fa o signore.
I soldi fanno una persona ricca, ma sono le buone maniere a fare un signore.

6. A cuoppo cupo, poco pepe capa.
Nel cuoppo (cartoccio conico usato per lo street food) pieno, ci entra poca roba. Inteso come chi è sazio, non può mangiare oltre.

7. Giacchino mettette ‘a legge e Giacchino fuje ‘mpiso
Giacchino ha fatto la legge e lui stesso è stato impiccato. Ovvero chi è causa del suo mal, pianga sé stesso.

8. Ntiempo'e tempesta, ogne pertuso è puorte'
Durante una tempesta ci si appiglia ad ogni piccolo sporgenza.

9. Chi pecora se fa, ‘o lupo s’ ‘o magna
Chi fa la percora, prima o poi ne pagherà le conseguenze.

10. Mannaggia ‘o suricillo e pezza ‘nfosa!
Mannaggia al topo e allo straccio bagnato. È un intercalare, un'esclamazione usata per evitare espressioni più colorite.

11. A' vita è n'apertura e cosce e ‘ na chiusura e cascia
Questo detto fa riferimento al ciclo della vita iniziato con il concepimento e che termina con la chiusira della bara.

12. Dicette o pappice vicino a’ noce, ramm’ o tiemp’ ca te spertose
Disse il verme alla noce: dammi un po' di tempo e ti buco.

13. Dicette ‘o ciciniello vicino ‘o squal : “pur’io sò pesce”
Disse un piccolo pesce allo squalo: “anche io sono un pesce”. In genere questo viene detto a chi ha troppe pretese.

14. S'è aunito ‘o strummolo ‘a tiriteppola e ‘a funicella corta
Si è unita una trottola storta e un filo troppo corto. Per indicare quando ci sono cose che non si possono controllare e che mandano all'aria i piani.

15. Chi nun sta ‘a sentì a mamma e pate va a murì addò nun sape
Chi non ascolta i genitori, non si sa mai dove andrà a finire.

16. A chi parla areto ‘o culo ‘o risponne
Chi sparla delle persone, avrà in risposta solo cattive risposte.

17. ‘A collera è fatta a cuoppo, chi s' ‘a piglia schiatta ‘ncuorpo
La collera è come un cartoccio, chi la prova poi esplode.

18. Chi chiagne fotte a chi ride
Chi si lamenta sempre in genere sta meglio di chi non si lamenta mai.

19. Chi nasce afflitto more scunzulato
Se ci si lamenta sempre non si avrà mai motivo per gioire.

20. Co ‘a vocca chiusa nun traseno mosche
Con la bocca chiusa non entrano mosche. Un altro invito a parlare con cognizione di causa.

21. ‘A Cunferenza è padrona d' ‘a malacrianza.
La troppa confidenza spesso porta le persone ad essere invadenti e maleducate.

22. A' lietto astritto, cuccate ammiezo.
Se si è in un letto stretto, ci si può mettere di lato. Nel senso che anche in momenti di ristrettezze ce la si può cavare o aiutare gli altri.

23. Meglio nu ciuccio vivo, ca nu duttore muorto.
Meglio un asino vivo che un dottore morto. Nel senso che non importa ciò che si fa, l'importante è farlo bene.

24. Dicette Pulecenella: ‘Nu maccarone vale cchiù ‘e ciente vermecielle
Pulcinella disse che un solo maccherone vale più di mille vermicelli. Nel senso che una persona capace è più importante di 100 persone inutili.

25. Dopp' arrubbate, Pullecenella mettette ‘e cancielle ‘e fierro
Dopo che gli rubarono in casa, Pulcinella mise il cancello di ferro. Inteso come porre rimedio a una cosa che ormai è già capitata.

26. E' asciuto pazzo ‘o patrone!
Il padrone è diventato matto. Un'espressione che spesso si usa quando qualcuno offre a tutti i presenti.

27. ‘E chiacchiere s' ‘e pporta ‘o viento; ‘e maccarune jengheno ‘a panza
Le chiacchiere le porta via il vento, mentre i maccheroni riempiono la pancia. Nel senso che le parole non contano niente, di fronte ai fatti.

28. E deritte moreno pe' mmane d' ‘e fessi
Le persone intelligenti muoiono a causa degli stupidi. Un proverbio che invita a non frequentare gente che potrebbe arrecarci danno.

29. ‘E mmalatìe veneno a cavallo e se ne vanno ‘a ppère
Le malattie vengono a cavallo e se ne vanno a piedi. Questo proverbio indica che una malattia molto spesso arriva in fretta, ma poi ci vuole molto tempo per guarire.

30. E solde fanno venì ‘a vista ‘e cecate
I soldi fanno tornare la vista ai ciechi. Nel senso che molte persone per i soldi farebbero carte false.

31. Dicette ‘o parrucchiano: "Fa chello ca te dico je e no chello ca facc' je"
Il prete disse: “fai quello che ti dico e non quello che faccio” Una variante del detto italiano “predicare bene e razzolare male.”

32. ‘E bizzoche prejano a Ddio e sfessano ‘o prossemo
Le persone bigotte pregano Dio ma poi sparlano dietro agli altri.

33. Quann' ‘o mare è calmo, ogni strunz è marenaro
Quando non ci sono difficoltà, chiunque è in grado di andare avanti.

34. Chiacchiere e tabacchere ‘e lignamme ‘o banco ‘e napule nun ne ‘mpegna
Al banco di Napoli non vengono impegnate le chiecchiere e le tabacchiere di legno, così come le bugie o le promesse vane, hanno poco conto.

35. Storta va, deritta vene
Talvolta una cosa cominciata male, si può rivelare invece una gran fortuna.